Venezia smarrita nei cambiamenti

Venezia smarrita nei cambiamentitestimone Giovanni Cecconi

La città di Venezia trasfigurata dal turismo di massa oggi fa i conti con l’identità perduta riflettendosi nelle acque calme e limpide del Canal Grande ripulite dal lockdown. Venezia si è trasformata per aderire all’immagine disneyland dei turisti americani, dimenticando che la maggior parte dei giovani veneziani vivono all’estero e che la città è in balia delle acque a causa dei cambiamenti ambientali. In barca esco dal giardino e passo sotto i ponti nelle luci della sera, sino a raggiungere Ca’ Doro, un palazzo sul Canal Grande il cui piano terra è sommerso dall’acqua, con marmi distaccati e facciate erose dal moto ondoso. La barca procede lentamente, riflessi d’acqua, pochi rumori, citta’ vuota, con poco traffico acqueo. Arrivo a Rialto e ormeggio in Corte del Remer, la piazzetta di fronte al Ponte di Rialto dove si costruivano i remi mentre ora la movida degli studenti novizi.
Giovanni Cecconi e’ fondatore e direttore del Venice Resilience Lab, della Rete Wigwam delle Comunità’ Locali. Esperto nella gestione del territorio costiero e dei valori identitari, delle risorse idriche, del Progetto Mose per la salvaguardia di Venezia, Giovanni Cecconi ora promuove soluzioni solidali e sostenibili in tempi di cambiamento climatico e sociale.
Fanno parte della sua cassetta degli attrezzi per la co-gestione adattativa: l’innovazione, l’economia circolare, l’esplorazione, la collaborazione, la fiducia. Specialista di gestione degli habitat e infrastrutture costiere con tecniche storiche (oggi ribattezzate: Building with Nature che consistono, ad esempio, nel riuso dei sedimenti di dragaggio per la manutenzione dei canali) progetta e propone opere per la navigazione sostenibile, la pesca, l’acquacoltura, l’ecoturismo, la biodiversità e la rigenerazione sociale in tempi di Covid_19.