La vita ferma: sguardi sul dolore del ricordo

La vita ferma: sguardi sul dolore del ricordoscritto e diretto da Lucia Calamaro

«Lucia Calamaro è la migliore scrittrice italiana vivente; o se non vogliamo essere così apodittici, è una dei migliori autori italiani viventi (contraddizione sintattica compresa)» dice di lei Christian Raimo in un bell'articolo dedicato alle ultime produzioni dell'autrice. Il suo ultimo lavoro, La vita ferma: dramma sul dolore del ricordo porta in scena, in tre atti, una famiglia composta da marito, Riccardo, la moglie, Simona, e una figlia Alice. In realtà Simona è morta, anche se la vediamo in scena come se fosse ancora viva, mentre parla con Riccardo per concludere dei discorsi iniziati, mentre spiega che non vuole essere dimenticata e anche se nel terzo atto, scopriremo che ha cambiato lavoro... «Il racconto – spiega l'autrice – accoglie, sviluppa e inquadra il problema della complessa, sporadica e sempre piuttosto colpevolizzante, gestione interiore dei morti, la loro frammentata frequentazione interiore e soprattutto il rammendo laborioso del loro ricordo, sempre cosi poco all’altezza della persona morta, cosi poco fedele a lei e cosi profondamente reinventato da chi invece vive».