Skianto

Skiantouno spettacolo di e con Filippo Timi

Filippo Timi, dopo aver incantato il pubblico del Teatro Bellini con Favola, Don Giovanni e Una casa di bambola, torna con uno dei suoi ultimi lavori, di cui è anche autore e regista. Scritto in dialetto umbro, Skianto è una favola amara e ironica, il cui protagonista è un bambino diversamente abile, nato con la scatola cranica “sigillata”, impossibilitato a parlare e a muoversi. In scena, in un’ambientazione che ricorda la palestra di una scuola elementare, c’è solo Timi, con i capelli a
caschetto e i pattini ai piedi, veste i panni del piccolo Filippo in un testo in cui la disabilità diventa oggetto di rappresentazione in maniera naturale, perché il ragazzino si racconta e ci mette a parte di tutti i suoi desideri. Vuole fare il ballerino o il cantante, amare un pattinatore, sognare una vita che non sia una prigione, vivere in maniera normale con gli altri come accade quando si ritrova col nonno, il suo eroe. Sappiamo che tutti i suoi desideri non si realizzeranno mai e che
il piccolo Filippo, come tutti i sognatori, finirà per scontarsi con la realtà, ovvero col suo corpo murato in una cameretta dentro la quale scopre quanto la vita sia truccata. Questa sorta di Pinocchio rinchiuso in un corpo che non sente il suo ci dà accesso al suo mondo con poesia e leggerezza e riesce a farci sorridere con la sua ironia e a farci riflettere con un lirismo privo di retorica.