Dignità Autonome di Prostituzione

Dignità Autonome di Prostituzioneuno spettacolo di Luciano Melchionna

12 anni, 43 edizioni, 400 repliche, più di 300 attori, attrici, musicisti (dai 25 ai 50 ogni sera) e oltre 500.000 spettatori/clienti. Questi i numeri di Dignità Autonome di Prostituzione lo spettacolo ideato nel 2007 da Luciano Melchionna che ha scardinato le convenzioni classiche del teatro e che oggi torna a grandissima richiesta in un’inusuale edizione primaverile. Per oltre 15 giorni il Bellini si trasformerà in una Casa chiusa dell’Arte, illuminato da luci rosse e abitato da attori in vestaglia o giacca da camera che - come cortigiane - sono alla mercè dello spettatore. Basta varcare la soglia del foyer, per accedere a una dimensione parallela, onirica e metaforica, nella quale gli attori adescano e si lasciano adescare dai clienti/spettatori che, muniti del denaro locale – i dollarini – contrattano il prezzo delle singole prestazioni con una “Strana Famiglia” tenutaria della Casa. Conclusa la trattativa, lo spettarore/cliente potrà appartarsi con l’attore/cortigiana che lo condurrà negli angoli più remoti del Teatro, generalemtne inaccessibili, per godere della “prestazione”. Ma in cosa consiste la prestazione? Brevi monologhi o performance del teatro classico e contemporaneo, da Pirandello a Pasolini, da Shakespeare a Hugo da Dostoevskij a Papini, per lo più scritti o riscritti dallo stesso Melchionna, “piccole pillole di piacere”, capaci di offrire allo spettatore “uno stupore nuovamente sollecitato”.