Adiacente Possibile

Adiacente Possibileprogetto a cura di Agostino Riitano

Il teatro e la cultura non possono più essere utilizzati per il mero consumo di prodotti.
Il processo creativo e l’immaginario sono cardini troppo potenti del nostro abitare e conoscere il mondo: è necessario impiegarli per costruire forme di socializzazione che sopravvivano nella società del rischio.
Il teatro è presenza nello stesso spazio e nello stesso tempo.
Potremmo viverlo come luogo di passiva rappresentazione, invece abbiamo deciso di rispettarlo in quanto luogo di interazione e di creazione.
Il progetto sperimentale che abbiamo chiamato Adiacente possibile si ispira al rapporto tra reale e possibile teorizzato dal biologo Stuart Kauffman.
I sistemi complessi delle nostre società sono regni in bilico, in non-equilibrio. Sono insiemi di parti che si influenzano a vicenda, che cooperano o confliggono a margine del caos, essendo però sempre prossimi a ri-modularsi. L'adiacente possibile è, dunque, un futuro potenziale e ogni futuro potenziale è teatro. Teatro del possibile, appunto, in cui nessi causali e al contempo organizzati agiscono, si intrecciano, creano il presente.
Perché il teatro sia un sistema-vita, situato a metà “tra ordine e disordine”, e la creatività sia un meccanismo ricombinatorio in risposta a un bisogno emerso, dobbiamo uscire dai nostri ripari, dobbiamo deviare dal nostro presunto equilibrio e incontrare le altre forze che agiscono – insieme a noi e indipendentemente da noi – nella nostra realtà, perché qualsiasi agente, per quanto autonomo, è in relazione con il resto. Per questa ragione, il nostro Adiacente possibile non ha attori: il palcoscenico è il mondo ed è calcato da eventi, forze, comunità, persone che emergono dal contesto da cui dipendono e misurano le proprie capacità di modificarlo. Adiacente possibile li seleziona per osservarli e li rende visibili nel loro agire.
Lo spazio fisico del teatro Bellini viene “squarciato” da uno schermo che ci permette di accedere e osservare il tempo presente: i flussi di realtà che vi saranno proiettati non saranno imbrigliati nelle convenzioni dei linguaggi performativi o da una qualche post-narrazione. Proveremo ad utilizzarli come materia nuda e cruda per verificare collettivamente possibilità creative di ricombinazione (e riappropriazione) della realtà.
A partire da ciò che ci consente una sala teatrale così trasfigurata, le parti di realtà osservate durante gli appuntamenti di Adiacente possibile sono spazi di possibilità all'interno di un dispositivo – il teatro – che ci restituisca catarsi e vie di ricognizione. Cittadini da diverse parti del mondo offriranno agli spettatori in teatro testimonianze dirette e sguardi in tempo reale attraverso la camera del loro telefono cellulare. Ogni appuntamento di Adiacente Possibile sarà un’esplorazione dei conflitti, delle contraddizioni e delle tragedie contemporanee, con l’obiettivo di allargare la visuale a punti di vista inattesi.

Sperimentiamo processi co-creativi, per cui riteniamo di non avere “registi” o “spettatori”, bensì testimoni.

Il testimone non è un ficcanaso, osserva ciò che accade dall’inizio alla fine, ne conserva memoria, infine trasmette la propria esperienza. Proviamo così a concretizzare un “travaso delle informazioni” che applichi una nuova concezione, in cui l’informazione non è un dato o un'opinione, bensì una “qualità” esperienziale in grado di regolare l’intero sistema delle parti, attraverso la capacità di immaginare. Quest'ultima, che per noi non designa la facoltà di evadere, ricombina le pratiche comunitarie, economiche, sociali e diventa capacità di ri-organizzarsi.

Adiacente Possibile è pensato come processo culturale collettivo, nel quale la partecipazione attiva alla creazione e all’immaginazione, supera la tradizionale differenza tra attore e spettatore, certi che oggi più che mai il teatro sia l’unico “dispositivo sociale” che possa restituirci catarsi e vie di fuga, a patto che ciascuno si faccia testimone e non più mero spettatore. Decine di cittadini nel mese di settembre si sono incontrati nella sala teatrale del Piccolo Bellini, ed hanno avviato il percorso di co-creazione per individuare le tematiche più urgenti da indagare nel palinsesto di Adiacente Possibile. ll percorso di co-creazione tra cittadini, artisti e istituzioni incentrato su Adiacente Possibile, si fa anche strumento per sperimentare una nuova modalità di produzione teatrale, mescolandosi nel progetto BE_Jennifer: ogni martedì lo spettacolo “Le cinque rose di Jennifer” regia di Gabriele Russo, suddiviso in segmenti, sarà ricreato e trasformato dalla visione del palinsesto di Adiacente Possibile ed implementato dalle sollecitazione dei partecipanti alla co-creazione.

Si ringraziano tutti i testimoni che hanno reso possibile il progetto.

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