Gli innamorati

Gli innamoratiun progetto Teatro Insania

Viviamo oggi in un epoca in cui tutto sembra derivare da stereotipi violenti, dalla bruttezza e da fenomeni aggressivi, che non riguardano solo la violenza fisica ma anche e soprattutto quella morale, culturale ed etica. Oggi l’unico argomento di discussione, nel bene e nel male, che sembra fare presa sull’opinione pubblica è la “camorra”, la sopraffazione, la ragione del più forte e del più violento. Ma a mio parere invece è necessario tornare a parlare di cultura, bellezza, di vita, ma più di ogni cosa d’amore. La mia idea nasce da questa volontà, trattare un argomento che per secoli è stato il motore della vita per l’intera umanità. I più grandi filosofi, drammaturghi e sognatori hanno trattato questo argomento vitale. In ogni essere umano alberga l’amore, la morale, anche in coloro che per varie ragioni sembrano aver dimenticato, oppure nascosto questo sentimento. Occorre tornare a credere che l’amore può fare notizia, forse anche più della violenza e tornare a parlarne come strumento indispensabile e diffonderlo in ogni modo. Partendo dal testo originale Gli innamorati di Carlo Goldoni, ho rivisto lo stesso in chiave contemporanea, calando i personaggi, il loro modo di esprimersi e le loro vicende ai giorni nostri. I veri protagonisti, della commedia, secondo la mia riscrittura, saranno i due servi Tognino (Tonino nel mio adattamento) e Lisetta, che vivranno in modo segreto e parallelo, la loro storia d’amore; forse in maniera anche più passionale e intima dei due classici innamorati Goldoniani, Eugenia e Fulgenzio, che sempre secondo la mia idea sono visti non più con lo stereotipo classico (molto probabilmente sono entrambi obesi) ma immersi anche loro nella realtà attuale. Saranno due ragazzi moderni, con i loro pregi e difetti ma soprattutto i loro vizi, con le paure e le ansie che affliggono i giovani d’oggi. Anche tutti gli altri personaggi si muoveranno in questo clima di commedia moderna, perché non bisogna dimenticare che questo era l’intento di Goldoni, una grande commedia che denunciasse i vizi dei giovani del suo tempo. Allo stesso modo, senza modificare radicalmente l’impianto drammaturgico vorrei operare io. Una riscrittura dinamica che prevede pochissimi elementi scenici, dove ciò che conta più di ogni altra cosa sono gli attori e le relazioni che intercorrono tra loro.

Durata 80 minuti