Act of Mercy

Act of Mercyidea, coreografia e regia Antonello Tudisco

La Misericordia può essere considerata come un atto di bontà che si realizza nell’immediato, il conforto dato o cercato può permettere a chi lo esercita, di creare una migliore condizione di vita. Act of Mercy indaga, il valore dell'atto caritatevole quello laico, umano, legato alla possibilità di donare sollievo reale e concreto, ponendosi però alcuni interrogativi: può la bontà essere crudele? La Misericordia può fallire? Nella società contemporanea l’aiuto verso il bisognoso può essere solo di “facciata” e poco concreto, necessario solo a generare meccanismi di finto umanitarismo che placano momentaneamente le coscienze? Lo spunto di riflessione è il dipinto Le Sette opere della Misericordia di Caravaggio, in cui  il linguaggio simbolico aiuta a leggere la misericordia come un’esigenza reale ed umana, attraverso gesti e personaggi che ne danno una visione viva e profondamente concreta dove i gesti raccontano di corpi che si aiutano e agiscono per un benessere collettivo. Trasportato ai nostri giorni, quel concetto concreto di mutuo soccorso, viene esteso alla drammatica situazione vissuta dai migranti che attraverso di continuo il Mediterraneo. E questo è l’altro asse di ricerca su cui indaga lo spettacolo, soffermandosi su quegli atti di Misericordia mancati o dimezzati che si attuano nei confronti di questa bisognosa umanità. Una umanità data dai corpi dei danzatori che, come segni di un linguaggio in cui la mutualità del gesto genera una nuova vita animata dà una visione di un gruppo che tenta di agire in maniera coesa e non isolata in piccole realtà autonome e distinte.