Dal 18 giugno Al 23 giugno

Opera in transizione. Anime pezzentelle dalla faccia sporca

un percorso di ricerca antropologica, testi, drammaturgia e creazione di Mimmo Borrelli
Calendario
  • Crediti:

    Opera in transizione
    anime pezzentelle dalla faccia sporca
    Un percorso di ricerca antropologica, testi, drammaturgia e creazione di Mimmo Borrelli

    con Mimmo Borrelli
    e con gli attori e le attrici della Bellini Teatro Factory
    Greta Bertani, Sofia Celentani Ungaro, Filippo D’Amato, Rossella De Martino, Daniela De Riso, Miriam Giacchetta, Cristoforo Iorio, Tarek Ismail, Valeria Martire, Gaia Napoletano, Matteo Ronconi, Giuseppina Ruggiero, Luigi Savinelli, Umberto Serra, Lucia Straccamore
    assistenti alla regia della Bellini Teatro Factory : Martina Abate, Antonio Basile

    musica a cura di Antonio Della Ragione
    luci di Salvatore Palladino
    elementi scenografici, oggetti di scena e spazio scenico Luigi Ferrigno
    costumi di Enzo Pirozzi
    maschere Gennaro Staiano
    collaborazione al progetto Gianluca Catuogno
    sound design Alessio Foglia

    Bellini Teatro Factory: Presidenza Gabriele Russo/ direzione triennio 22/25 Mimmo Borrelli / programmazione didattica Costanza Boccardi/  coordinamento organizzativo e tutoraggio Marina Dammacco

    produzione Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini

    si ringrazia Opera Pia Purgatorio ad Arco Onlus
    Progetto “Purgatorio ad Arco: un Arco sul territorio”
    Luogo di rappresentazione “Complesso Museale Santa Maria delle Anime  del Purgatorio ad Arco”

  • Durata Spettacolo: 100 minuti

“Nell’affrontare la chiesa delle Anime Pezzentelle (dal latino “petere” chiedere, chiedere preghiera) non potevo non imbattermi nella sua famosa principessa ed il suo il mito: la storia di Lucia D’Amore, nelle sue tribolanti e infinite interpretazioni e leggende (c’è chi dice che sia morta di “pecundria” per un amore negato; c’è chi sostiene che sia stata assassinata dal padre che l’aveva promessa al tempo ad un ricco vedovo, ma lei innamorata fosse fuggita con un garzone del qual fosse follemente innamorata). Ma raccogliendo anche alcune storie di grazia ricevuta e testimonianze della presenza di Lucia in sogno di tante giovani spose che, ancora oggi, vanno a propiziare i maritaggi, mi sono imbattuto in un dilemma, chiamatelo assurdo, chiamatelo come vi pare, ma sono quelle cose che poi per un drammaturgo diventano fondamentali nella costituzione e costruzione della storia e del plot: se un’anima del Purgatorio, in quell’assurdo, ma al contempo straordinario scambio equo tra i vivi e i morti, una volta ricevute le preghiere, i “refrische”, l’addobbo dell’edicole e delle nicchie e via di seguito, esaudisce il suo ruolo, solo una volta giunta in Paradiso, intercedendo con Dio e i Santi circa la concessione di una grazia, vuol dire che quell’anima allora sia già salita al cielo?? Dunque non sia più in Purgatorio. So che è un dilemma stupido, sciocco, babbeo, da bambino al catechismo che cerca Dio e non lo trova mai, so che la fede non ha bisogno di essere offesa da tali dubbi, so che il mistero è il mistero, che alcuni devoti mi hanno anche bestemmiato dappresso e “arrancato na scarpa”, ma il teatro come la scienza è n’ata cosa. A differenza della fede ha bisogno del dubbio e della ragione. Per due notti non ho dormito, poi tra preghiere al contrario, condite di mannaggia e tantissimi santi sbuffanti, invocati a fare veglia attorno al capezzale del mio sudato lettone insonne: poi ho trovato la trama”.
Mimmo Borrelli 

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